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Incontro con i giornalisti e rappresentanti delle istituzioni con la presenza del Presidente del I Municipio Centro Storico di Roma Dott. Giuseppe Lobefaro: Giovedi 12 Giugno 2003 ore 12.00D.M. STUDIO, Via di Monte Giordano, 37 – 00186 Roma Inaugurazione: Giovedì 12 Giugno 2003 ore 19.00 Apertura fino al: Venerdì 11 Luglio 2003 Opere di: Davide Cecilia in collaborazione con: A. Calisi, T. Ferraresi Collezione: M. Sarchielli Musiche di: M. Di Pasquale Prog. grafico: D.M. STUDIO - A. Fantarella Organizzazione: D.M. STUDIO Ufficio stampa: A. Nobécourt L’iniziativa vuole essere prototipo per una serie di interventi successivi ampliati per collaborazioni e collocazioni. Il progetto che ha raccolto l’adesione del comune di Roma - I Municipio Centro Storico - abbraccia i vari aspetti della creatività presentando di volta in volta opere che diventano simbolo di una idea, motivo di riflessione. Gli oggetti creati della D.M. STUDIO sotto la direzione di Davide Cecilia sono manufatti d’uso, come lampade, Totem, cornici anche di grande dimensione. Recuperando e selezionando centinaia di giocattoli abbandonati di ogni tipo colore e grandezza e assemblati in composizioni con altri materiali di recupero. I pezzi presentati sono simboli dell’idea ispiratrice dell’esposizione. L’esposizione presenta una selezione della collezione composta da centinaia di giocattoli scoperti durante viaggi in varie parti del mondo. Automobili e aerei di latta degli anni 30 e 40 trovati a New York, Parigi, Madrid. Motociclette recuperate in Italia. Pezzo raro è un Hangar degli anni 20 trovato a Roma. Quarant’anni di ricerca e passione condensati in oggetti magici presentati al pubblico per la prima volta. La scelta di creare un momento musicale durante l’esposizione è dettato dall’esigenza di sollecitare emozioni uditive poiché i suoni sono legati al gioco, spesso identificano il gioco stesso. La ricerca di musica dedicata ai bambini scritta dal periodo barocco al ‘900 e l’esecuzione delle stesse portano chi ascolta ad essere colpito con lo stesso criterio della visione della mostra. Come mezzo espressivo-emozionale dapprima di melodie abituali al cembalo e dopo un ri-utilizzo del cembalo per melodie inusuali sempre legate a composizioni del passato.